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Behnooshahr: quando un nome e’ difficile da ricordare.


Missione in Afghanistan.

Domenica 3 maggio 2009, alle 11.00 di mattina (8,30 in Italia) , ad Herat, una bambina afghana è stata ammazzata da soldati italiani.
L’attenzione dei giornali sulla vicenda si è mantenuta alta fino a quando sono cominciati ad emergere dubbi sulla reale applicazione delle regole di ingaggio da parte dei militari.
Molte delle dichiarazioni che hanno seguito l’evento sono state quanto meno dubbie.
Ed i pochi elementi disponibili -faccio riferimento a foto e video- non hanno contribuito in alcun modo a fugare i dubbi a riguardo.
Anzi.

 

http://www.zmag.org/blog/view/3127

Ormai è passato un mese.
Prima di affrontare la questione indagini però vorrei concentrarmi sulla situazione del contingente italiano in zona.

Nei giorni immediatamente successivi al dramma il generale Rosario Castellano, comandante del contingente italiano in Afghanistan ha incontrato il governatore di Herat e il comandante della polizia regionale.
Ha inoltre confermato che nonostante la tragica uccisione per errore della tredicenne da parte dei soldati italiani, il clima è restato buono e ad Herat «non ci sono state manifestazioni di protesta – spiega il generale – né ho percepito astio».
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=348622

Un clima che è il risultato, sottolinea il comandante italiano, di anni di lavoro: «Ci sono rapporti ottimi, consolidati nel tempo, e sono rimasti ottimi» anche dopo ieri.
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Mondo/?d=20090504&id=82764

Esatto: un generale incontra un governatore ed un comandante della polizia.
In seguito rassicura gli italiani in patria e comunica che l’atmosfera è tranquilla e che non ha percepito astio.
Quando si dice avere il polso della situazione.

La situazione è talmente calma che potrebbe quasi essere definita amichevole.
Infatti ecco che …

Il 16 maggio attaccano dei paracadutisti italiani.
Ma Castellano, psico-politico per passione e militare per scelta, ci comunica:
"A rendere particolare e decisivo questo 2009 sono le elezioni presidenziali del 20 agosto: una tappa fondamentale nel processo di costruzione del nuovo Afghanistan, un momento storico che non può non provocare reazioni"

Potrebbe essere, ci mancherebbe.
Potrebbe anche essere che non aiuti ammazzare bambine.
Potrebbe anche essere che l’occupazione e la guerra non ingenerino spirito di fraterna collaborazione.
Ma noi abbiamo Castellano, dunque nulla da temere.

"Mi aspetto più combattimenti nei prossimi mesi. I nostri soldati devono già affrontare episodi di questo tipo ogni giorno"
Però nessun astio nei nostri confronti.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_962003432.html

Il 22 aprile abbiamo l’ennesimo agguato: un parà italiano (storico esportatore di pace e democrazia) viene ferito.
Però "Da parte degli insorti c’è stato un piano deliberato per creare vittime civili" ha dichiarato il colonnello Greg Julian, portavoce del comando USA di Bagram
Comunque non si percepisce astio.
http://www.libero-news.it/articles/view/546202

Alla fine, davanti ad una situazione tanto tranquilla, osservando che non esiste astio nei confronti di nessuno si scopre che " Nelle ultime settimane nelle zone dell’Afghanistan dove sono dispiegati i militari italiani si e’ assistito a quella che in gergo militare viene descritta come una "escalation of force", un "aumento a livello sia qualititavo che quantitativo"
http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=3.0.3374837069
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo450867.shtml
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo451210.shtml

E ancora nessuno astio nei nostri confronti…

Quando si dice avere il polso della situazione.

Allora, per un attimo mettiamo da parte il nostro infallibile generale e vediamo a che punto sono le indagini.
Perchè l’ironia è certo cosa gradita ma non chiarisce la situazione attuale.

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Sarebbero state aperte due diverse indagini: una da parte della polizia locale.
E la seconda affidata al pm Pietro Saviotti delegata in seguito ai carabinieri di stanza ad Herat.

Dopo un mese sarebbe dunque legittimo aspettarsi qualche informazione.
Qualcosa.
Non ho modo di proporre alcun risultato.
Non intendo dire che le indagini non siano in corso, che si siano concluse o che seguano dei percorsi oscuri.

Cerco di dire che, anche cercando con una discreta perizia, risulta difficoltoso trovare una QUALUNQUE INFORMAZIONE A RIGUARDO.
Cercando su diversi motori di ricerca con diverse chiavi di ricerca l’esito non muta.
NULLA.
I giornali sono troppo impegnati altrove.
Sarà periodo di elezioni, sarà che la missione in Afghanistan piace ad entrambi gli schieramenti politici… sia come sia di Behnooshahr Walid non resta molto.

E se ci sono molti modi per ammazzare una bambina ne esiste qualcuno per ammazzarla una seconda volta.

Senza sparare un proiettile.

Fabio Sallustro

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