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E’ morto Howard Zinn


 

 

 

Con rammarico prendo atto della morte di Howard Zinn: straordinario autore di saggi che consiglierei a tutti.

 

 

 

Cito da RAINEWS24:

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Autorevole studioso di fama internazionale, professore emerito di scienze politiche e storia contemporanea presso la Boston University, Howard Zinn è stato tra i più brillanti storici degli Stati Uniti d’America. E’ celebre per aver scritto il controverso saggio "Storia del popolo americano" (titolo originale "A people’s history of United States"), nel quale racconta la storia degli Usa partendo non dai presidenti o dalla classe dirigente, ma da quelle persone escluse dalla storia, ovvero i poveri, i nativi americani, gli schiavi di colore, le donne, insomma i cosiddetti "vinti".

Pubblicato nel 1980 con una tiratura di 5.000 copie, "Storia del popolo americano" aveva venduto fino al 2003 piu’ di un milione di copie solo negli Usa e ha ricevuto pubblici apprezzamenti da noti personaggi come Matt Damon, Ben Affleck, Oliver Stone e Bruce Springsteen. Un apprezzamento tuttavia non unanime: Arthur Schlesinger Jr, il grande storico liberale consigliere del presidente Kennedy, dopo aver letto il libro esclamò: "Non è opera di uno storico ma di un polemista".

Nel saggio Zinn accusa Crostoforo Colombo e gli altri esploratori europei di aver commesso un genocidio e critica ferocemente molti presidenti statunitensi, tra i quali Franklin Delano Roosevelt. Voce libera ed originale, scrittore attento e preciso, Zinn è stato a lungo uno dei punti di riferimento più importanti dei movimenti per la pace in patria come all’estero.

Tra i suoi libri sono stati tradotti in italiano "Non in nostro nome" (Il Saggiatore, 2003), "Disobbedienza e Democrazia. Lo spirito della ribellione" (Il Saggiatore, 2003) e "Marx a Soho. Un monologo sulla storia" (Editori Riuniti, 2001).

Nato a New York il 24 agosto1922, dopo aver partecipato alla seconda guerra mondiale, Howard Zinn consegui’ il dottorato in storia alla Columbia University di New York, iniziando la carriera accademica al Dipartimento di Storia dello Spelman College di Atlanta, di cui poi divenne direttore. Le sue numerose pubblicazioni e l’impegno politico hanno fatto di lui uno dei nomi di riferimento del pacifismo negli Stati Uniti e gli sono valsi vari riconoscimenti, tra cui lo Eugene V. Debs Award nel 1998. E’ stato ‘visiting professor’ nelle Università di Parigi e Bologna.

A partire dall’inizio degli anni Sessanta Zinn ha preso parte attivamente al movimento per i diritti civili e, successivamente, in quello contro la guerra del Vietnam, diventando uno dei leader della sinistra radicale intellettuale americana insieme al linguista Noam Chomsky, entrambi teorici della controinformazione. L’impegno pacifista ha unito in tempi recenti Zinn e Gino Strada, il chirurgo fondatore di Emergency, che nel 2004 hanno pubblicato "La guerra giusta" (Charta).

Quando, negli anni Settanta, Howard Zinn si lanciò nel progetto sfociato nel libro "Storia del popolo americano" , insegnava storia da vent’anni. In base alla propria esperienza, aveva constatato che la storiografia ufficiale ometteva numerosi elementi cruciali della storia statunitense. Da qui l’idea di un testo che sottolineasse le atroci conseguenze dei conflitti armati e il costo umano delle decisioni prese da politici e uomini d’affari: un libro di storia nazionale che desse voce ai "vinti", alle donne, alle minoranze etniche e ai lavoratori.>>

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=137322

http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Zinn

http://howardzinn.org/default/

http://www.ibs.it/code/9788842811077/zinn-howard/storia-del-popolo.html (raccomandato)

 

 

Concludo con alcune sue citazioni contestualizzabili senza problemi nella realtà italiana:

      "There is no flag large enough to cover the shame of killing innocent people ."

"We need to decide that we will not go to war, whatever reason is conjured up by the politicians or the media, because war in our time is always indiscriminate, a war against innocents, a war against children"

"If those in charge of our society – politicians, corporate executives, and owners of press and television – can dominate our ideas, they will be secure in their power. They will not need soldiers patrolling the streets. We will control ourselves."

"(Nationalism is) a set of beliefs taught to each generation in which the Motherland or the Fatherland is an object of veneration and becomes a burning cause for which one becomes willing to kill the children of other Motherlands or Fatherlands"

"When people don’t understand that the government doesn’t have their interests in mind, they’re more susceptible to go to war."

 

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