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Il branco


 

Da Wikipedia:

"Un branco è un gruppo di animali che si riuniscono spontaneamente e operano in modo omogeneo (per esempio si spostano in gruppo). viene talvolta esteso a gruppi di specie diverse quando le diverse specie si comportino in modo sostanzialmente simile (come nei branchi di gnu e zebre). (…) 

Il termine branco è generico, ma può anche essere usato con riferimento specifico a gruppi di carnivori (per esempio un branco di lupi). (…)

All’interno di un branco, i diversi individui si comportano in modo simile, sebbene una suddivisione dei compiti possa emergere sporadicamente (per esempio fra predatori che adottano una strategia di caccia) e riflettere gerarchie sociali all’interno del gruppo (per esempio, gli individui dominanti dei branchi di erbivori in genere "hanno diritto" alla posizione più protetta). (…)

Significati derivati

I termini "branco" e "gregge" sono spesso usati con riferimento a gruppi umani in cui gli individui perdono la propria autonomia a favore del conformismo nei confronti del gruppo. In genere, "gregge" viene riferito a comportamenti conformisti passivi, mentre "branco" implica l’idea di un gruppo aggressivo."

 

 

 

Vogliamo degli esempi di branco?

Facile: cercando nelle news di google oggi, domenica 16 maggio 2010, troviamo 86 risultati.

I primi link parlano di donne vittime di violenze perpetrate da giovani (e spesso stranieri).

86 risultati.

 

http://www.riviera24.it/articoli/2010/05/15/85701/educatrice-aggredita-dal-branco-martedi-prossimo-una-fiaccolata-contro-la-violenza-e-il-bullismo

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/8-maggio-2010/stuprata-ore-un-branco-ubriachi-1602981562356.shtml

http://www.liberoinformato.com/index.php?option=com_content&view=article&id=5904:il-comune-parte-civile-nel-processo-per-la-violenza-sessuale-di-branco&catid=1612:sesto-san-giovanni&Itemid=1679

http://www.queerblog.it/post/7999/bolzano-uno-degli-aggressori-ai-due-ragazzi-gay-non-sono-omofobo-quella-sera-ero-solo-ubriaco

 

Solo alcuni casi.

Gli accadimenti sono stati messi in atto da un branco?

Non entro nel merito ma alcuni di questi 86 casi sembrano sposare bene tale definizione.

Abbiamo branchi di romeni assetati di violenza.

Branchi di albanesi ladri.

Branchi di bulli.

 

Abbiamo molti meno casi di violenze di omofobi ai danni di persone con tendenze sessuali non gradite dai picchiatori.

Molti meno casi segnalati intendo dire.

Molti meno casi segnalati anche quelli di xenofobi ai danni di stranieri inermi.

Ma se cerchiamo, con attenzione, forse qualcosa troviamo.

 

Come viene descritto in wikipedia: viene talvolta esteso a gruppi di specie diverse quando le diverse specie si comportino in modo sostanzialmente simile (come nei branchi di gnu e zebre).

 

I giornalisti sono esseri umani dalla mente elastica, persone capaci di applicare alle casistiche specifiche concetti più generali.

Specie e sottospecie.

All’interno della categoria degli esseri umani abbiamo sottocategorie etniche, sociali e sessuali.

Queste sottocategorie generano diversi "branchi".

Sono spesso le sottocategorie a definire la rilevanza mediatica del branco.

 

Facciamo un piccolo esercizio.

Ipotizziamo un caso e cerchiamo di capire se un esempio generico possa essere inquadrato nella definizione di "violenza del branco".

Cerchiamo di capire a quale categoria/e si possa ascrivere tale violenza.

 

 

E’ sera tardi.

Due giovani, assolutamente innocui e privi di apparenti elementi di aggressività, vengono assaltati da un giovane dotato di mezzi di mezzi per offendere.

Uno dei due elementi non minacciosi scappa.

In soccorso dell’aggressore arrivano molti altri giovani, tutti ugualmente dotati di strumenti atti ad offendere.

Nonostante sia manifesta l’inferiorità della vittima, nel contesto del conflitto, le violenze continuano.

E l’arrivo degli altri non serve certo a bloccare la violenza.

Anzi.

Alla fine della violenza la vittima presenta sul corpo manifesti segni delle violenze subite.

 

 

E’ facilissimo insomma. I termini della questione sono talmente generici che alcune sottocategorie possono essere subito chiamate in causa.

 

Direi subito: un "branco di bulli".

Proverei anche con un "branco di romeni".

Facile in questo periodo poter citare un "branco di violenti albanesi" -che per alcuni è pleonastico-.

A memoria non credo che, con simili fatti, la scelta della parola “branco” risulti essere fuori luogo.

 

Data la descrizione appena resa darei anche questa possibile interpretazione:

Due ragazzi dello stesso sesso si baciano.

La cosa provoca il ribrezzo di alcuni omofobi che pensano di dar loro una lezione.

Uno dei due scappa.

L’altro invece non ci riesce e viene picchiato.

Credibile, immagino.

Talmente credibile che qualcuno infatti ha pensato di metterlo in pratica.

Solo che nessuno dei due nella vita reale ha fatto in tempo a scappare.

(faccio riferimento al recente caso di Bolzano)

 

 

Allora?

Abbiamo qualche esempio altrettanto recente che vada un po’ meglio?

Certo, in realtà sforzandoci, un esempio potremmo trovarlo.

La cosa strana però è che non lo troviamo sui giornali.

O meglio… se cerchiamo “branco” e “violenza” allora non lo troviamo.

 

 

Riprendiamo l’esempio iniziale.

Ma questa volta cambiamo alcune parole:

 

E’ sera tardi.

Due giovani, assolutamente innocui e privi di apparenti elementi di aggressività, vengono aggrediti da un giovane in divisa armato di tutto punto.

Uno dei due ragazzi, spaventato, scappa.

Arrivano altri uomini in divisa, tutti armati.

Nonostante il ragazzo sia chiaramente in una situazione di inferiorità continua ad essere pestato violentemente.

E l’arrivo degli altri non migliora la situazione.

Al contrario.

 

 

Adesso è più chiaro?

 

Avrei potuto dire "poliziotti".

Peccato che per i giornalisti l’unica descrizione che includa poliziotti e branco possa essere "alcuni poliziotti arrestano un branco di violenti".

E non "alcuni poliziotti non sono altro che un branco di violenti".

 

Il branco può essere riferito a specie diverse.

Per gli esseri umani possiamo legarlo a categorie di ogni genere.

Solo una categoria deve essere esclusa a priori, come spesso tendono a fare preventivamente i politici: i "difensori dello stato".

 

Non importa se si muovono in branco.

Se aggrediscono e fanno violenza in branco.

E se si difendono in branco.

 

Questo non è un branco ma una "squadra".

Secondo lo stato non sono stati un branco di lupi a Genova e non lo sono stati a Napoli (durante il G8).

Allo stesso modo neanche adesso sono un branco.

Alla fine il punto è semplice.

 

Ho cercato tra questi 86 risultati un branco che indossasse la divisa.

E non l’ho trovato.

Neanche un link.

Ma il mio fallimento nella ricerca non è un merito della polizia.

Ma un merito dei giornalisti.

Perché?

Perché i branchi degli esseri umani sono molto più complessi.

 

I branchi degli umani si difendono vicendevolmente quando è necessario.

Criticare si, ma senza esagerare.

criticare si, ma solo se inevitabile (un video).

 

Per questo i giornalisti non saranno mai un "branco".

E i poliziotti non saranno mai un "branco".

 

 

Circonderanno e aggrediranno. Se necessario o gradito uccideranno.

Ma non saranno mai un branco.

 

Lo scorrere degli anni mi ha portato a credere che la popolazione italiana stia sempre più dividendosi in due sole “fazioni”.

Coloro che, alla vista di un uomo in divisa, si sentono più sicuri.

E coloro che, in presenza di un poliziotto nella stessa stanza, invece provano un profondo senso di inquietudine. Pur non avendo fatto nulla.

Non saprei dove collocare Gugliotta ma io so bene dove mi trovo.

 

 

 

 

 

 

 

Nota 1: certo, come direbbe Manganelli si tratta di un caso. Errori fisiologici. Hanno persino costituito una scuola della formazione e della tutela dell’ordine pubblico che insegna “buone pratiche”.

 

Anche a Ferrara sono certo concorderebbero, visto il pestaggio in caserma di alcuni stranieri. Quando è successo? Anni addietro? No, il 30 aprile.

Come è stato scoperto? Un video. Ma tu guarda.

 

Lo stesso Cucchi, se solo potesse parlare, converrebbe con Manganelli della bontà di questa scuola…(non ho visto i programmi ma dai risultati mi ricorda la famigerata “school of americas”)

 

E questo solo per citare, tra i più recenti, quelli che hanno avuto gli onori della cronaca.

 

 

 

Nota 2: se il video non fosse stato reso pubblico avremmo avuto una vita rovinata.

Un gruppo di poliziotti assolutamente liberi di riproporre il proprio comportamento ancora e ancora.

E nessuno a parlarne.

Gugliotta è stato fortunato.

E’ brutto da dire, ma è stato fortunato.

 

Resta il dubbio: e tutti coloro che vengono pestati quotidianamente e non sono sotto l’occhio della telecamera (nel caso della caserma a Ferrara quanti ne sono passati prima che si scoprisse)?

E’ banale. Ma non per questo improbabile.

 

Nel caso di Gugliotta è stata fatta una “retata di innocenti” e l’unico ad essere stato scarcerato era il solo a non poter essere smentito (per quanto permanga una “resistenza a pubblico ufficiale”)

Gli altri invece restano in prigione a marcire.

 

 


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