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Il nemico del mio nemico potrebbe non essere mio amico.


 

Vado direttamente al punto:

la freedom house ( www.freedomhouse.org ) si "dedica alla promozione ed alla difesa della democrazia e della libertà nel mondo".

Dalla freedom house ho preso la cartina che utilizzavo nella sezione foto per rappresentare la situazione della libertà di stampa nel mondo.

Ho deciso di rimuovere quella mappa.

 

 

Ho verificato online e mi sono trovato una miriade di siti che si appoggiavano alla documentazione di  questa organizzazione:

 

http://www.unimondo.org/Notizie/Freedom-House-informazione-sempre-meno-libera-Italia-ultima-in-Europa

http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse/rapporto-freedomhouse.html

http://www.articolo21.info/8400/notizia/freedom-house-senza-liberta-di-espressione.html

http://www.agendacomunicazione.it/?id=3912&tsd=1

..e molti altri.

 

 

In alcuni casi il tipo di utilizzo dei dati è stato approfondito e localizzato con attenzione.

Le critiche rivolte alla situazione italiana sono sottoscrivibili in toto:

<<I motivi della nostra decisione – ha sintetizzato alle agenzie Karin Karlekar, la ricercatrice che ha guidato lo studio – sono legate al fatto che la libertà di parola è stata limitata da nuove norme, dai tribunali, dall’aumento del ricorso alla legge e alle denunce per diffamazione, e anche all’aumento di intimidazioni fisiche ed extralegali da parte sia del crimine organizzato, sia di gruppi di estrema destra. Ma nella concentrazione della proprietà dei media sta la causa principale del nostro voto e il problema principale dell’Italia, da questo punto di vista, è rappresentato dalla figura del premier Silvio Berlusconi: la concentrazione dei media nelle mani di un solo magnate è un caso unico al mondo ed è un nodo urgente da affrontare>>.

 

Sul sito "criticasociale" ci danno ulteriori informazioni:

<<Particolarmente prestigioso è il rapporto annuale elaborato da Freedom House sui paesi a regime dittatoriale, una ricerca che fornisce, con puntualità e precisione, elementi utili a fotografare la natura della democrazia, identificandone gli avversari e fornendo gli strumenti per un’azione politica volta al consolidamento ed all’espansione delle libertà democratiche.>>

 

http://www.criticasociale.net/index.php?&function=agenda&pid=tank&liblab_categ=48

 

 

A questo punto però mi è venuto il dubbio.

"Esportare la democrazia" è un esercizio del quale conosciamo le conseguenze.

 

 

 

 

Andando su Wikipedia (la versione inglese) (http://en.wikipedia.org/wiki/Freedom_House )

si legge: <<Freedom House receives about 80% of its budget from the U.S. government.>>

-dunque il budget di Freedom House è sostenuto al 80% dal governo statunitense-

 

 

E proseguendo: <<Noam Chomsky, Edward S. Herman, and some nations[6] have criticized the organization for receiving funding from and allegedly furthering the interests of the U.S. government>>

-Critiche da parte di alcuni eminenti analisti politici, critiche legate alla questione fondi e alla finalità del gruppo-

 

Altrettanto interessanto questa parte:

<<On June 25, 2005, freelance journalist F. William Engdahl asserted on the GlobalResearch.ca website that Freedom House was "created in the late 1940′s to back the creation of NATO" and criticized the group for being headed by former CIA director James Woolsey at the time of his article’s publication.[10]>>

Secondo il giornalista freelance William Engdahl la Freedom House vide la luce alla fine degli anni ’40  per sostenere la nascita della NATO.

 

 

 

 

Alcuni dei suoi esponenti (presenti e passati) :James Woolsey, ex capo della Cia. Il Consiglio d’amministrazione vede o ha visto tra gli altri la presenza dell’ex ambasciatore Thomas Foley, (presidente della Commissione Trilateral, ex presidente del Consiglio d’intelligence) Malcom Forbes (Forbes magazine) Samuel Huntington (teorico dello scontro di civiltà), Jeane Kilkpatrick (ex ambasciatrice di Reagan all’Onu) e, ciliegina sulla torta, Diana Villiers (moglie di John Negroponte, attuale coordinatore di tutta l’intelligence Usa).

 

Secondo il New York Times, Negroponte ha la responsabilità di aver "condotto la strategia occulta dell’amministrazione Reagan per sconfiggere il governo sandinista in Nicaragua." I suoi oppositori ritengono che durante il suo incarico di ambasciatore, le violazioni dei diritti umani in Honduras divennero sistematiche.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/John_Negroponte

 

Questo come c’entra?

 

Associazioni per la libertà di stampa e per la libertà religiosa, arruolamento di dissidenti dei paesi dell’Est e di intellettuali europei a un tanto al chilo, invio di articoli già confezionati per i principali giornali in lingua inglese, uffici in mezzo mondo; Freedom House partecipò in prima linea alla nuova guerra fredda patrocinata da Reagan e da Bush padre. Nel1988 Freedom House creò un gruppo di lavoro sull’America centrale il cui obbiettivo principale era quello di diffondere la disinformazione sul governo sandinista del Nicaragua. Per l’occasione,vennero coinvolti anche sindacalisti della Afl-Cio.

Le cose alla fine tornano sempre.

 

<< E’ dagli uffici di Freedom House che nacque l’idea della jihad afghana ed è sempre la stessa associazione che chiese a Osama bin Ladin, allora fervente agente Cia e capo dei Talebani, di aiutare l’esercito musulmano in Bosnia. >>

<<Negli ultimi anni ha condotto la campagna di riabilitazione del partito Arena in El Salvador, eredità politica degli squadroni della morte del maggiore Roberto D’Abuisson, assassino tra gli altri di Monsignor Romero. >>

<<è il retroterra, l’essenza di quella "ingerenza democratica" che precede le guerre preventive.

Negli ultimi anni, l’attività in America latina è stata piuttosto intensa>>

 

http://www.unimondo.org/Notizie/Freedom-House-ovvero-White-House

 

 

Tra le varie polemiche che si trovò ad affrontare ci fu anche la perdita di accreditamento presso l’ONU nel 2002.

L’accusa nei confronti di questa organizzazione riguardava possibili legami con terroristi e azioni volte a rovesciare il governo cubano.

Ulteriori accuse emersero in seguito.

http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=70&release=108

 

 

 

Tutto da buttare allora?

Forse no ma resta la sensazione di dover utilizzare questo strumento con attenzione.

 

Con la consapevolezza che, brandendolo con gioia poichè mostra i vizi dei nostri nemici,

in realtà rischiamo  di essere strumenti involontari per il raggiungimento di un fine assai più complesso.

 

 

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