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La deriva italiana: la sicurezza


In questi giorni il tema principale resta la crisi.

Una sorta di sottile filo scuro che lega tutti gli eventi, anche distanti tra loro, e che unisce tutti gli italiani.

Ma non è vero.

Dietro tutto questo, dietro la percezione della crisi, dietro la realtà della crisi si muovono mille diversi microcosmi. Dove i distinguo sono frequenti e dove qualcuno ancora tenta di esprimere dei dubbi sull’operato del governo.

E’ comunque meglio essere chiari: il governo italiano piace perchè è di destra o è di destra perchè piace.

Ma non è stato eletto per caso e non ha vinto perchè aveva il vento a favore.

Il trionfo della destra è stato voluto dagli italiani, dalla maggioranza di essi, che consapevoli delle proprie scelte hanno comunque deciso di portarle fino in fondo.

La sicurezza, il mantra elettorale preferito fin dai tempi dell’antica roma, ha prodotto in tempi recentissimi due risultati che fino a qualche anno addietro neanche l’estrema destra avrebbe considerato raggiungibili: l’esercito schierato nelle città e le ronde.

Fino a qualche mese fa parlare di esercito nei centri abitati avrebbe provocato ira e sdegno.
Adesso dopo aver eroso altri spazi di civiltà concettuale parlare dell’esercito come di un esempio di pessima gestione della sicurezza non produce altro che qualche perplessità

Dovevano essere pochi mesi , sei più altri eventuali sei.

Ma non credo che qualcuno lo ricordi.

E credo che interessi davvero a pochi.

In tutto questo, in questa "produzione organizzata del consenso", la percezione della criminalità si accompagna puntualmente con quelli che sono gli spot elettorali dei finti telegiornali.

E mentre nei grafici violenza televisiva  e percezione del rischio aumentano si scopre che questo andamento non presenta alcuna attinenza con la realtà della situazione

http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/Criminalit_2008_ROMA.1234870369.pdf

 

Certo, non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Si vince con gli strumenti che si reputano più adatti: lo stesso PD non ha avuto scrupoli a ritenere che il tema della sicurezza potesse essere gestito per un proprio tornaconto personale. Solo che tentare di seguire questa strada quando dall’altro versante hai la destra è comunque un azzardo.
 

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E’ necessario cercare una colpa?

No, ma è opportuno che sia chiaro: non sono le informazioni a mancare.

Possono mancare coloro che si interessano a cercarle.

 

Altri esempi:

violenza sulle donne.

Leggiamo:

ROMA – Gli autori delle violenze sessuali sono italiani in più di sei casi su dieci. E’ il dato rilasciato dal Viminale durante un convegno dedicato alla violenza sulle donne, che si è tenuto oggi a Roma. Il ministero dell’Interno ha reso noto che gli autori di stupro sono di nazionalità italiana nel 60,9% casi. Solo il 7,8% dei violentatori, invece, è romeno, mentre il 6,3% è marocchino. Il ministero precisa poi che le vittime sono donne nella gran parte dei casi (85,3%). Nel 68,9% sono di nazionalità italiana.

I numeri sono nazionali, ma ci sono anche dati relativi alle singole zone e città. "Vicino Roma il dato cambia", ha sottolineato il capo di gabinetto delle Pari opportunità, Simonetta Matone. Rimane la prevalenza degli italiani, ma nei dintorni della capitale la percentuale scende "al 48%", mentre quella dei romeni "sale al 28%".

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Apparentemente, senza soffermarci su alcuni punti, potremmo legittimamente far notare l’alta incidenza di reati violenti commessi da immigrati.

Peccato che la discussione faccia riferimento ai reati denunciati.

Usiamo le parole con attenzione:

http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_domestica
Ho incollato il principale ma da qui discende direttamente un link ai dati ISTAT.
Riporto però questa parte:
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Dimensioni del problema
La maggioranza degli studiosi concorda nell’attribuire un’estensione assai ampia a questa categoria di condotte violente.
Si consideri a tale proposito come l’incidenza del “numero oscuro”, per il quale si ipotizzano dimensioni variabili fra l’80 e addirittura il 98 % sul totale del fenomeno.
Tutti i dati empirici confermano che, per una donna, il rischio di subire violenza da parte di un altro membro della famiglia è mediamente assai più elevato rispetto a quello di essere aggredita per strada da sconosciuti e si può ritenere che episodi di violenza fisica di una certa serietà si verifichino, almeno una volta, nel 30% di tutti i nuclei familiari.
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E’ sbagliato discutere sui fatti che pensiamo possano accadere a condizione che non esista la probabilità che tali fatti accadono e che sia comunque presente un ragionamento razionale che parta da alcuni assunti.
Se i dati di roma parlano del 50% degli stranieri ma poi si fa riferimento a quelli denunciati allora siamo davanti ad una parte del problema.

Una parte che va affrontata ma che sfortunatamente è solo un decimo del reale.

 

 

Incollo qualcosa di Repubblica.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/02/21/berlusconi-violenze-in-calo-intervenuti-per-il.html

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dice Patrizia Romito, docente di psicologia sociale, autrice di un libro «Un silenzio assordante – la violenza occultata su donne e minori». «Quello che sta accadendo in questi giorni è pura demagogia, si occulta la violenza più diffusa, quella che accade in famiglia. Gli unici dati certi sugli stupri sono che le ragazze dai 15 ai 25 anni sono le più a rischio, che l’ 80 per cento degli stupri è commesso da persone conosciute dalla vittima. Il resto è propaganda».
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Qual’è il punto:
non discutere della violenza sulle donne quando non è denunciata dal mio punto di vista è gravissimo.Il fatto che si tratti di studi empirici (e solo in parte comunque dato che la denuncia fa fede per i dati istat ma gli studi empirici fanno anche riferimento alle associazioni di ascolto…tra le altre)

Altre note (incollo anche questa che ADDIRITTURA ipotizza la possibilità che i dati in diminuzione siano in errore)
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«è difficile poter affermare che gli stupri siano diminuiti», spiega il sociologo Marzio Barbagli, «questo è uno dei pochi reati di cui non disponiamo di dati affidabili perché la percentuale delle donne che denuncia è molto bassa, non più del 9 per cento».
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Qua non si tratta di valutare se esista una maggiore incidenza di violenze sessuali commesse da parte di cittadini stranieri.
E’ un solo elemento del discorso.
E certo deve essere comunque considerato.

Il problema però è che si cerca di rimuovere IL MARCIO DEL PROPRIO LATO OSCURO dando addosso ad intere categorie più facilmente attaccabili.
E lo si fa con lo sponsor dello stato e dei media.
Per quanto mi riguarda siamo davanti ad una gigantesca volontaria rimozione dei problemi e credo che questo elemento, parlo della violenza tra le mura domestiche, in Italia abbia una doppia gravita che si annida in specifici elementi culturali.

Questa è davvero la cosa gravissima.
Quindi vogliamo discutere di questa benedetta incidenza delle violenze compiute dagli stranieri?
Certo, ci mancherebbe.
Ogni violenza è una violenza di troppo.

Ma se non sento dieci volte lo stesso clamore per le violenze commesse nel silenzio della propria casa ad opera di persone conosciute…se questo non succede, allora siamo davanti a semplici mistificazioni.
Fatte sulla pelle delle donne.

….

Non è che se una violenza non viene denunciata è meno grave.
E non è meno grave se si verifica in casa ad opera di persone conosciute.

Ma questa storia non sembra interessare i giornali.

 

 

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