avatar
Quando la costituzione e’ una questione di fede.


 

 

 

 

 

 

 

 

La vicenda è nota: in un asilo di Goito l’iscrizione ai fanciulli è stata vincolata alla dichiarazione, da parte delle famiglie, di avere una concezione che sia permeata da una "visione cristiana della vita".

L’asilo è PUBBLICO.

I soldi sono versati dai contribuenti.
Alcuni di questi potrebbero avere figli.
Alcuni potrebbero essere atei.
Alcuni, nel caso tengano ad una propria coerenza sostanziale, non potranno mandare i figli in una tale sezione dell’asilo nonostante paghino per tale servizio.

Per dovere di precisione va inoltre puntualizzato quanto segue.

L’asilo comprende dieci sezioni.
Una, quella oggetto del contendere, è gestita dal comune mentre le altre nove sono gestite statalmente.
La sezione incriminata è stata, fino ad ora, gestita da due suore orsoline.
A seguito dell’impossibilità, da parte delle orsoline, di mantenere la presenza presso la struttura il comune si è rivolto alla Fism (la Federazione delle scuole materne non statali di ispirazione cristiana).
(Incollo un estratto dal sito:"Le scuole aderenti alla F.I.S.M. sono impegnate a promuovere l’educazione integrale del bambino, secondo una visione cristiana dell’uomo, del mondo e della vita.")

Quest’anno una delle due insegnanti sarà una suora e l’altra arriverà dalla Fism.
L’anno prossimo, con la partenza della restante suora, si completerà l’avvicendamento.

A questo punto ho avuto la necessità di andare a verificare direttamente il documento in questione.
(nessuno dei link che ho trovato sui giornali ed ai quali faccio riferimento include tale PDF. Inoltre, nota degna di menzione, interrogando i dati relativi al download del file risulta essere stato scaricato circa 300 volte. Poche visto che stiamo parlando di un regolamento che ha scatenato tante polemiche e poche considerato che in quei numeri dobbiamo includere tutta una serie di persone che lo hanno utilizzato per motivi di servizio)

Una brevissima cronistoria:

Nella ricerca fatta sono inizialmente finito sul sito dell’istituto.
Sfortunatamente il link che avrebbe dovuto permettermi di avere ulteriori informazioni
è risultato essere inattivo.
Al telefono la scuola non è stata troppo prodiga di informazioni e dunque ho rivolto il mio interesse all’elemento attuatore: il comune.

Dal sito sono finalmente riuscito a risalire al PDF del documento originale.




Tutto si sostanzia nella premessa (o forse sarebbe più corretto definirlo preambolo religioso) delle 5 pagine.

"PREMESSA
La scuola accoglie i bambini regolarmente iscritti dalle famiglie e persegue finalità
educative e di sviluppo della loro personalità in una visione cristiana della vita (…)
Art. 1 Iscrizione
L’iscrizione avviene previa accettazione del regolamento
(…)"

Andando oltre però si manifestano chiaramente tutti gli elementi critici della vicenda.
Date le ridotte dimensioni del PDF inviterei alla lettura. In ogni caso includo anche i seguenti articoli del testo (a mio parere altrettanto importanti):

"Art. 7. Personale docente
Il Comune di Goito ha stipulato una convenzione con l’Ente Opera Diocesana
S.Anselmo Vescovo per la gestione didattica della scuola.
Il personale docente e la coordinatrice delle attività educative didattiche è nominato e
assunto dall’Opera Diocesana S.Anselmo Vescovo.
In caso di malattia o impedimento per motivi personali, il personale docente verrà
sostituito con altro personale qualificato dall’ Opera Diocesana S.Anselmo Vescovo.
(…)
Art. 8. Aggiornamento
Per la qualifica e l’aggiornamento pedagogico – professionale, le insegnanti aderiscono
alle iniziative proposte dall’ASMM – F.I.S.M.,
di cui fanno parte, e di altri enti culturali
che cooperano con l’associazione provinciale."

Questi i fatti.
Questo il regolamento e il personale docente di una scuola pubblica.

E su questi dati è difficile discutere.

_______________________

Partiamo però dalla fine. Dalle opinioni.

Partiamo dall’Avvenire.

L’articolo integrale è disponibile a questo indirizzo:

http://www.avvenire.it/Cronaca/Lasilo%20comunale%20aperto%20a%20tutti_201002250810540200000.htm

Goito:l’asilo comunale è aperto a tutti”.

Questo il titolo dell’articolo.

 Ferrario offre spunti di grande acume giornalistico attribuendo una singola affermazione ad un intera cittadina.

Mettendo da parte la deontologia professionale basterebbe un minimo di rispetto nei confronti dei lettori per tentare di circostanziare meglio alcune affermazioni.

Partendo con il botto ovviamente l’autore del pezzo non riesce a trattenersi e prosegue…

“Perché tutto questo polverone per un fatto che mai nessuno ha giudicato in modo negativo e che, anzi, tante famiglie apprezzano?». Il giorno dopo lo “scandalo”, in molti si sono fatti questa domanda,(…)"

In molti si sono fatti questa domanda. Questo ci dice Ferrario.

Poteva citare i Puffi e avrebbe dato un valore altrettanto probante al suo assunto.

Non un nome, neanche a pagarlo.

Continua…

"Per questa ragione, l’amministrazione comunale, che gestisce una sola delle dieci sezioni della struttura (mentre le altre nove sono a conduzione statale), ha chiesto l’intervento della FISM"

La parentesi cosa dovrebbe suggerirci? Che essendo solo una la sezione gestita dal comune allora è legittima la scelta?

"In questo, sostenuta dalle famiglie del paese che hanno sollecitato in tal senso il sindaco"

Le famiglie del paese.

Quali? Quante? Tutte?

Il fatto che dica “le famiglie” cosa implica?

L’articolo procede oltre fino a quando arrivano le prime considerazioni personali

"Come, purtroppo, spesso accade quando ci sono di mezzo i cattolici, qualcuno ha però voluto interpretare a modo suo le intenzioni del Comune."

L’ipotesi che le intenzioni del comune sia anticostituzionali e immorali è fuori luogo. Sono gli altri a fraintendere.

Inoltre il tocco di vittimismo ben si colloca nel contesto.

Cerchiamo di essere chiari: “l’Avvenire” è un giornale dichiaratamente cattolico.

Ma il pessimo giornalismo è senza fede.

Un caso?

Non sembrerebbe. Infatti, sempre “l’Avvenire” si ripresenta forte di questo nuovo avvincente articolo (o più precisamente commento interno alla redazione).

http://www.avvenire.it/Commenti/Quellasilo%20di%20Goito%20ipocrisia%20e%20verit_201002250815244970000.htm 

 

L’autore in questo caso è un certo Davide Rondoni. (opinionista dell’avvenire e del TG1)(e ho detto tutto)

"Da oltre cinquant’anni la scuola era gestita da suore Orsoline con generale soddisfazione della popolazione,(…)"

Ci dice di questa “generale soddisfazione” che ha invaso la popolazione. Sembra quasi che parlare in termini generici e non riscontrabili sia lo sport preferito dell’Avvenire.

In questo articolo il cui titolo risulta essere:  -Quell’asilo di Goito: Ipocrisia e verità- possiamo anche leggere:

"Per amore di chiarezza, l’ente lo dichiara, lascia ai genitori la scelta e non esclude nessuno (che creda, non creda o creda diversamente). Anche perché non potrebbe essere altrimenti: le scuole cristiane, in ogni dove nel mondo, sono programmaticamente aperte a tutti."

Certo, stupido io che pensavo che le scuole cristiane non vedessero di buon occhio studenti atei o di altre fedi.

Sarà che forse questa lungimiranza solidale dei soldati della fede nasca dall’obbligo costituzionale che hanno di non discriminare (scuole private o meno) e poco abbia a che fare con la tipica accoglienza cristiana? Certo che in pratica, parlando proprio di ipocrisia, un discorso è enunciare un norma. Ben altra questione è applicarla.

"Perché, dicono, una scuola del Comune, una scuola pubblica non può e non deve ispirarsi a principi cristiani."

No, semplicemente non deve discriminare. Se sono i principi cristiani ad essere causa di discriminazione allora non si devono prendere in considerazione tali principi nel momento in cui risultano vincolanti (in teoria o in prassi).

Il nostro Rondoni cita invece con stizza quelle scuole laiche che dicono di rispettare tutti… -Tranne poi tirar via il presepe di fronte agli occhi dei bambini e delle famiglie che vorrebbero rispettate anche le loro idee.-

Straordinario.

Riesco ad immaginarmi qualche fanciullo piangente che urla dicendo “Nooo, gesù cristo no. Lui no… non portatelo via…”. E la famiglia stretta in un unico caldo abbraccio davanti ad un simile trauma.

Come se rispettare le proprie idee volesse dire obbligare gli altri studenti a sorbirsi l’improbabile rappresentazione plastica di un presunto parto in un contesto quanto meno dubbio.

Questo si che sarebbe rispetto.

L’articolo procede oltre parlando della violenta faziosità al quale vengono tristemente sottoposti gli uomini di fede.

Certo mancano i leoni nell’arena. Ma l’odore di martirio e sangue è nell’aria.

Consiglierei vivamente la lettura dell’articolo. Anche perché il seguito è davvero di rilievo.

Una sorta di guerra santa contro la neutralità, vero peccato mortale del ventunesimo secolo..

("Occorre tutti essere chiari su quale immagine di Italia e di unità si vuol costruire per il futuro. Se quella ipocrita neutralista che in nome di una idea astratta di libertà e cultura tende a eliminare il cristianesimo dal volto e dall’anima della nostra storia(…)")

Questo è "l’Avvenire."

_______________

E come la vedono le altre denominazioni religiose? Bene..?

Non proprio.

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) invita l’asilo pubblico a rispettare la laicità dello stato.

L’Unione delle Comunità Ebraiche. Non certi estremisti mussulmani. Non gli atei.

”Riteniamo doveroso sottolineare che tale decisione, pur circoscritta ad una realtà locale, non garantirebbe i medesimi diritti e le medesime possibilità e parità di accesso a luoghi e servizi pubblici, ai cittadini italiani appartenenti a confessioni religiose diverse dalla cattolica o non credenti"

Giuste ed ovvie parole.

__________

Strano questo caos..vero? Talmente strano che il Garante della Privacy decide di intervenire.

Cosa c’entra il garante della privacy, si chiederanno alcuni, con questi manifesti propositi di evangelizzazione?

Semplice: un effetto secondario della questione potrebbe essere la raccolta di dati “sensibili” sul credo religioso.

«L’autorità garante per la privacy ha deciso di chiedere al Comune di Goito informazioni sull’iniziativa. Il regolamento approvato sembra infatti presupporre una raccolta di dati particolarmente delicati, come appunto quelli sul credo religioso».

__________________

Alla fine cosa resta?

Perché fino ad ora ci siamo divertiti ma come mai questo comportamento di prevaricazione religiosa è tanto grave?

Sarò banale, e sono certo di esserlo…

Ma partirò con l’Articolo 3 della Costituzione.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

Qualcosa sfugge in queste frasi?

Articolo 34

“La scuola è aperta a tutti. (…)”

A tutti. 

 

 

Inoltre invito CALDAMENTE a leggere l’articolo 43 D.lgs. n. 286/1998

Nel caso mancasse la voglia lo incollo

“Art. 43

(Discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi)

(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 41)

1. Ai fini del presente capo, costituisce discriminazione ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica, le convinzioni e le pratiche religiose,”

L’articolo prosegue in termini altrettanto chiari.

 

Non basta? Ecco che ci pensa l’Europa.

L’articolo 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo.

“Articolo 14 – Divieto di discriminazione.

Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita o ogni altra condizione.”

 

E soprattutto, ben oltre i motivi legali e normativi, ben oltre questioni di ordine etico (pagare per qualcosa del quale non ho diritto ad usufruire), resta il dubbio religioso.

Con una simile premessa i fedeli non si sono trovati davanti a un paradosso?

Il concetto di accoglienza è dunque una sorta di arma da brandire solo nelle occasioni più comode?

L’accoglienza è accettabile solo in presenza di evangelizzazione?

 

 

 

E la costituzione?

Anche a questo giro possiamo allegramente farne a meno?

 

 

Rif. vari:

http://gazzettadimantova.gelocal.it/dettaglio/goito-asilo-comunale-per-cristiani-interviene-il-garante/1868694
http://www.unita.it/news/commenti/95521/lasilo_di_goito_e_il_razzismo_istituzionale
http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=28085&action=view
http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=357542
http://www.avvenire.it/Cronaca/Lasilo+comunale+aperto+a+tutti_201002250810540200000.htm
http://www.avvenire.it/Commenti/Quellasilo+di+Goito+ipocrisia+e+verit_201002250815244970000.htm
http://www.agoravox.it/Italiani-brava-gente,13411.html
http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&Art=4394&Cat=1&I=immagini/Foto%20A-C/asilo_int.jpg&IdTipo=0&TitoloBlocco=Attualit%C3%A0&Codi_Cate_Arti=24&Page=1
http://femminileplurale.wordpress.com/2009/12/11/chi-e-il-vero-razzista-chi-e-il-vero-cristiano/
http://www.inviatospeciale.com/2010/02/ce-posto-allasilo-per-i-crist

 

 

 


statistiche web

Leave a comment