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Quando funziona la democrazia. Quando?


 

Ho fatto dei rapidi calcoli.
Quasi 26 milioni di elettori hanno avuto modo di vedere il proprio voto conquistarsi spazio in Europa attraverso i propri rappresentanti.
Poco più di 4 milioni di elettori italiani invece si sono ritrovati orfani di una tale speranza, almeno dal punto di vista formale: i voti espressi sono stati "persi" perchè incanalati in partiti che non hanno raggiunto il quorum.

In quest’ultima categoria quattro aggregati meritano particolare menzione poichè hanno comunque superato il 2% delle preferenze: Prc-Pdci, Sinistra e Libertà, La Destra-Mpa-Pens e la lista Bonino-Pannella.

I primi due in particolare hanno comunque ottenuto risultati che si collocano tra il 3% ed il 4%.

Escludendo tutti coloro che hanno deciso di non votare -sarebbe un discorso troppo lungo- ci troviamo ad avere 26 milioni di persone che hanno trovato rappresentanza e 4 milioni privi di essa.
4 milioni.

Di questi 4 milioni quasi due milioni hanno votato per gli schieramenti di sinistra.

Un numero analogo a quello degli elettori dell’UDC.

Non sono affatto pochi.
Colpa di un sistema sbagliato o di scelte di partito errate?
Nel caso delle due liste di sinistra una domanda si pone immediata: erano significativemente inconciliabili le due posizioni per non trovare uno sbocco comune?
Notate bene che questo dubbio me lo pongo come elettore del PCL -dunque un voto che più "sprecato" non si potrebbe-.

Sentire Vendola che si rammarica per l’offerta troppo frammentata presentata agli elettori di sinistra mi crea non pochi problemi pensando alla sua precisa volontà di scissione.
Non posso dire con certezza adesso cosa avrei votato in altre condizioni ma se invece di due liste al seggio avessi trovato un solo unico simbolo, in quel caso avrei seguito ben altre strade e forse avrei optato per una soluzione più di compromesso.
Una scelta che mi sarebbe costata ma che avrei probabilmente messo in atto.

Non è detto che le differenze di approccio ad alcune questioni (il rapporto con il PD e l’IDV per citare un esempio) possano essere considerate tanto significative da rendere necessaria una scissione o impossibile un accordo.
E comunque non tutti gli elettori sono disposti a veder morire la sinistra per tali motivi.

Siamo nel mero campo della speculazione priva di riscontri ma non è utopico ipotizzare che molti, come il sottoscritto, avrebbero ingoiato il rospo ed avrebbero accettato di votare una coalizione di sinistra non rispondente appieno ai propri ideali piuttosto che vedere un ulteriore tracollo di rappresentanza.
A queste condizioni invece, appena prima del voto, mi sono detto "E che cavolo, voto perso per voto perso, voto i più vicini alle mie posizioni".

Mi sento in colpa?
Forse.
Mi sarei inchinato alla logica infame del voto utile?
Temo di si.
Reputo responsabili altri?
Assolutamente si.

Intanto però abbiamo anche altri riscontri.
Gli italiani brava gente?
Come no, basta vedere l’exploit della lega.

Rimandare indietro i barconi non pesa al PDL e certo trova il favore della gente del Carroccio.
Ronde e reati di "immigrazione clandestina"?
E’ tutto ok.
Privatizzazione di scuole e servizi?
Benissimo.
Rendere i medici delatori e mettere a rischio la vita di gente "colpevole" di immigrazione clandestina?
No problem.

Ben oltre le analisi legate ai singoli partiti abbiamo una destra che con questo voto conferma il proprio operato.

Cosa cambia a livello pratico?
Poco dato che dal punto di vista formale si discute di amministrative ed europee.
(e comunque neanche così poco dato che a livello locale vedremo ulteriori peggioramenti)
Ma abbiamo ricevuto l’ennesimo segnale del trend attuale.
Lasciando perdere la cronica incapacità della sinistra di gestirsi possiamo prendere atto che quanto sconvolge o indigna alcuni di noi lascia indifferenti altri o, ancora peggio, trova la loro palese approvazione.
Questo voto marca una differenza che prima era ipotetica e che adesso è manifesta.

Infatti fino a 3 giorni addietro avrei potuto continuare a mentirmi dicendo che i comportamenti tenuti fino ad ora sarebbero stati pagati.
E invece no.
Non nel senso in cui avrei immaginato.

La Lega è passata a riscuotere: il razzismo paga, l’insicurezza produce risultati.
Il voto alla fine sancisce l’efficacia di una politica senza futuro.


Io non posso affermare con certezza che il comunismo stia uscendo dalla storia dell’Italia.
Ma posso dire che ho la sensazione che il razzismo (e molto altro) vi stia rientrando alla grande.

 

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