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Tremonti e il terremoto: la democrazia di troppo.


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Le parole non sono importanti.

Non più.

 

In una continua gara al ribasso ogni nuova affermazione del premier o di qualcuno della sua cricca tende a riscuotere meno attenzione della precedente.

Siamo testimoni viventi della veridicità del detto che recita "ci si abitua anche al peggio".

Così l’indignazione, che per sua definizione dovrebbe essere un moto spontaneo dell’animo, diventa il risultato di una più complessa riflessione.

Quanto dichiarato (e peggio ancora messo in atto) nell’ultimo anno dal governo Berlusconi dieci anni addietro avrebbe provocato sommosse popolari.

 

Adesso invece, anche grazie alla strategia del premier ("non l’ho detto o mi avete capito male"), la soglia di tolleranza si è alzata a livelli preoccupanti.

 

Per altro mi viene in mente un tentativo, miseramente fallito, messo in atto da me e dal buon Matteo di redigere con puntualità le nefandezze del governo attuale nel corso degli anni.

Una sorta di giornale che registrasse con precisione la deriva fascista del paese.

 

Abbiamo rinunciato dopo pochi mesi.

Troppo materiale disponibile, troppi sforzi.

Questo credo non mi impedirà di mettere online tale parziale elenco.

 

Ho divagato.

 

In realtà volevo solo spendere poche parole su una banalissima affermazione di Tremonti, rilasciata in data 23 Aprile 2009.

 

L’ho ascoltata per caso questa mattina.

Sul momento non ci volevo credere.

In seguito l’ho cercata su internet e trovarla NON E’ STATO AFFATTO FACILE.

 

 

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200904articoli/43072girata.asp

 

«Abbiamo l’ambizione di costruire queste case prima che arrivi il freddo, è una gara dissennata», ha aggiunto, dettata da «una visionaria lungimirante follia. Il ministro Tremonti ci ha messo a disposizione settecento milioni». Il titolare del Tesoro ha spiegato: «In Italia i soldi non mancano. Questo Paese però ha troppi blocchi: urbanistici, giuridici e democratici».

 

Tre cose:

 

1) E’ un paese malato quello che si trova ad avere un ministro che dichiara di essere in presenza di troppi blocchi DEMOCRATICI.

(non entro in merito agli altri due blocchi…ma credo che molto ci sarebbe da dire)

 

2) Credo sia molto grave la patologia se l’opposizione non è in grado di rilevare la gravità dell’affermazione, sia che venga contestualizzata sia che la si estrapoli strumentalmente.

 

3) Penso che sia una malattia terminale se i giornali non sono intenzionati a mettere l’accento su una tale questione.

 

 

…ma adesso che ci penso tra un paio d’anni la cosa non mi stupirà più di tanto.

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